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La mia amica Elena oggi è la mia madeleine.
Mi ha appena fatto una breve ma competente lezione via skype sulla Candelora, lamentando la confusione che la gente fa tra i Giorni della merla e la benedizione delle candele per S.Biagio.
Appena ho letto le parole S.Biagio protettore della gola, ho avuto due flash.

  • Le deliziose ciambelle che si mangiano in abruzzo in questo periodo.
  • Mia madre che mi rincorre per tutta la casa con un batuffolo imbevuto di acqua benedetta per aspergermi la gola, mentre io mi copro il collo con le mani gridando “non mi avrai!”

 
 
 
 
PS: il titolo di questo post è rapinato da A.A. Bondy, per la scoperta del quale ancora ringrazio la mia sveglia mattutina.

Giovedì scorso ho deciso che domenica sarei andata a Anguillara per non mancare al terzo compleanno di mio nipote Federico, facendo una sopresa a tutti con la complicità di mio cognato.
Andata e ritorno nello stesso giorno, partendo alle sette del mattino e tornando alle undici di sera. Anche se significava trascorrere con i miei appena sei ore, ho voluto farlo, ne valeva la pena.

Il giorno successivo ho riceuto una buona notizia di natura economica, inaspettata. Il biglietto per Roma era stato un piccolo sacrificio, fatto certo di buon grado ma comunque pesante, così questa notizia oltre che positiva era anche decisamente tempestiva.
In un impeto di spiritualismo mi sono detta: “deve essere il karma”. Ho deciso con il cuore senza pensare al conto in banca e ho ricevuto questa “boccata d’ossigeno”. Bene.

Poi arriva domenica e, mentre il mio treno accumula ben 55 minuti di ritardo, mio cognato mi informa che tutta la famiglia è stata colpita da intossicazione alimentare, causa pranzo al ristorante per altro festeggiamento il giorno prima, e che la festa probabilmente sarà annullata.

E allora ho pensato che il mio karma ha bisogno di una revisione. Forse è la convergenza.

Il tempo si è fermato - Internazionale n. 830

Questo articolo, maldestramente tagliato e incollato da Internazionale, l’ho letto soltanto ieri e mi ha colpito enormemente.
Se lo leggerete capirete perché. Le tragedie sono incomparabili, i vissuti lo sono. Ma le parole sono esattamente quelle che ho cercato per tanti mesi e non sono mai riuscita a scrivere. Un po’ ho pianto, e mi ha fatto molto bene, in un certo strano modo.

E poi oggi ho trovato un video che ritrae il centro storico dell’Aquila come è oggi, su Verso L’Aquila . Io avrei evitato il viraggio e la musica emotiva…ma le immagini parlano da sé.
E poi ne ho ricevuto un altro (dalla chat di facebook, io che in chat non ci vado mai e oggi sì…) da un amico che non sentivo da troppo tempo.

Sono entrambi qui. So che tante, troppe cose sono state dette, e viste. Ma io non riesco ancora a farne a meno.

Julio Cortazar

Questo è il primo, di quella lista di cui parlavo l’altro giorno.

Oggi, grazie a via pozzo 6 ho scoperto l’esistenza dell’archivio fotografico di Julio Cortázar in Galizia e, soprattutto, della possibilità di visitarlo virtualmente.

Che meraviglia. Io ci farei un giro, se fossi in voi.

E se non lo fate, famas che non siete altro.

Creo que sé mirar, si es que algo sé, y sé que todo mirar rezuma falsedad, porque es lo que nos arroja más afuera de nosotros, sin la menor garantía.

Credo di saper guardare, se qualcosa so fare, e so che il guardare trasuda sempre falsità, perché è ciò che più ci strappa fuori da noi stessi, senza la minima garanzia.

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