Archivi tag: Augustines

As long as my heart keeps pumping blood. [my close encounter with Augustines]

Augustines[IMPORTANT: I never wrote an entire post in English. I’m sure it’s awful, but I wanted to try. I never wrote something like that about a music band either, because I’m not that expansive as a fan, usually. But things change, aren’t they?
So please be patient, and do help me with some editing, if you feel like it]

***

Wednesday morning, heading back to Milan, staring outside from my window seat, headphones in (no need to ask what I’m listening, right?), some random thoughts.

That was the tiniest concert venue I’ve been in. And I’m selfish, I know, but I was SO glad that only few people were there, and that the front row was waiting for me, even if I arrived late (damn late trains).
[Speaking of transports: I called a cab to reach the Off. The driver asked me if I was going to the gig, and then: “I picked those guys yesterday at their arrival. Very nice and funny.” I always loved the little insignificant coincidences of life.]

I sipped my beer watching the tiny stage, in anticipation. They’re going to be right in front of me, close enough to reach them with my voice. In fact I did it, I offered to Eric my italian translation of It’s fucking hot ;)
It was fucking hot indeed.

Billy McCarthy is pure energy that streams directly from his heart through his arms, to the guitar. His legs can’t stand still. And this voice, so loud and raw… you can’t believe that a man can scream so hard and still sing with such intensity and precision. And oh, he has the whitest teeths! Or maybe were the lights, I don’t know, but I could not help focusing on that at some moments.

Eric Sanderson, his smile is a whole-face-smile, so sweet…and contagious. And I’ve had plenty last night. Watching him play and sing and jump (and, oh god, he jumps!) with such passion, no matter what he’s playing – bass, keyboards,  guitar – is contagious too. And… yes, he is as handsome as I imagined. Last time in London I was too far to check. Now I can say it :)

Rob Allen is as loud and energetic with his drums as he seems quiet and shy. He is the kind of person that, once they started playing acoustic in the middle of the lawn, with all the people sitting around, cared to not turn his back to us, or cover our view. It makes you want to hug him.

They gave us good fucking rock, they gave us funny and intense stories, they gave us the intimacy of a concert among friends on a summer night.

This is the kind of gig – and I’m not simply speaking about the venue – in which you can really sing along, distinctly hear your voice blend with the others. In which you can hear the noise of the pick strumming on the chords and the pounding of the feet on the stage, and feel a real sort of connection, lift your eyes and find that the drummer is smiling at you while singing. A gig in which the band members let themselves literally be embraced by the crowd.

And this is the sort of night in which at the end the band members (oh, Eric, but where were you?) join the few people still hanging around for a beer, a chat and some pictures (I had mine, of course, but it’s for me and me alone).

I regret not having told Billy that their songs speak to me in a way I rarely experienced before, that I cry everytime I listen to Walkabout, and hearing it that night, so intense and so close to me, was almost overwhelming. But full of joy. And that I’m eager to see Rise, and maybe find myself into the crowd of the Roundhouse, in what was maybe the first place in my best-concerts-ever…until yesterday night.

Contrassegnato da tag , , ,

Raw material

Ci ho provato a scrivere un post come si deve, con i racconti, le emozioni, le foto e tutto. Ma non riesco a trovare l’ispirazione; e intanto il tempo passa e poi mi diventa tutto un po’ invecchiato. Un po’ “pòsso”, come dicono i miei amici lombardi con una parola di rara adeguatezza.

Quindi niente, ho deciso di buttare tutto alla rinfusa qui dentro. Raw material
SistersViaggiare con la mia coppia di sorelle preferita è un privilegio e un piacere. Ci divertiamo, ci capiamo, ci veniamo incontro con la delicatezza discreta di chi cerca di prendere il proprio spazio senza toglierne all’altra.
E soprattutto, quando sono con loro “c’è sempre musica nell’aria”.

Augustines

Avere scoperto la gioia dei concerti in età piuttosto avanzata è una cosa strana e potente, in cui la saudade per qualcosa che non hai mai avuto si fonde nell’esaltazione, in emozioni che per tanti altri sono in qualche modo già assimilate. Non scontate, o neutre, ma digerite in un’età della vita diversa.
La gioia del mio primo concerto degli Augustines, l’energia e la potenza quasi catartica di quelle due ore e più di musica, sorrisi, commozione, quindi, non la so descrivere. Però ho fatto una playlist.

Ah, la Roundhouse è un posto f.a.v.o.l.o.s.o.

Fanatics

Non capisco perché il colore che si associa a Londra sia il grigio (fumo di londra si dice, o no?). Il colore di Londra, per quanto mi riguarda, è il ROSSO. Dei bus, delle cabine del telefono, degli idranti, delle strisce della Union Jack, delle divise delle Guardie reali. Londra è rossa, punto. A Natale se vogliamo anche troppo :)

I vagoni della metropolitana di Londra sono parecchio claustrofobici, nei corridoi non si capisce mai se si deve dar la destra o la sinistra, perché in ogni caso c’è qualcuno che ti viene addosso. Il malcostume di piantarsi davanti alle porte e di non lasciar scendere prima di salire è parecchio diffuso anche qui. La comunicazione di Transport for London però mi piace, diretta e molto pratica: invece di puntare a inutili minacce tipo “è pericoloso appoggiarsi alle porte” preferiscono ricordarti pragmaticamente che “gli oggetti incastrati nelle porte causano ritardi”.

Ogni volta che abbiamo sentito qualcuno – qualcuno che vive a Londra – lamentarsi della difficoltà a fare amicizia con gli inglesi, della loro ritrosia a fare domande per via di un’eccessiva riservatezza, del fatto che puoi passare mesi senza sapere niente del tuo vicino di ufficio…ascoltavo gli altri dire “ma pensa, che triste, che brutto” ma pensavo “ah, che meraviglia!” Forse devo andare a vivere in Gran Bretagna.

Terror & Wonder

Ho posato gli occhi su una lettera scritta a mano di Edgar Allan Poe e la sua grafia delicata, quasi fragile, mi ha fatto commuovere. Ero lì che un po’ saltellavo, un po’ mi emozionavo, un po’ mi sdilinquivo in questa mostra spettacolare allestita alla British Library, circondata da scrittori e opere che rappresentano la mia formazione, le radici di buona parte di ciò che amo adesso, di ciò che sono adesso. Ho provato un senso di riconnessione, bellissimo. Chi lo avrebbe detto, che avrei trovato ad aspettarmi un pezzetto di me, a Londra?

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

“There is no right time, so go”. Strambo appello musicale per le primarie PD (anche detto #civoti)

“There’s a great saying in America: ‘Dance with who brung ya.’ To me it means stick with who got you where you are. This song is about the realization that now is the time. Gone are the days of wandering around waiting for that right time. There is no right time, so go – ya got nothing to lose but your head.”

Gli Augustines mi piacciono molto. Da un po’ aspettavo l’uscita di un nuovo singolo prima dell’album, previsto per il 2014. E oggi è uscito, e si può ascoltare qui (o qua sotto).

Ed è accompagnato da quelle parole che sono lì sopra e niente, si parla di persone, di strada fatta insieme. Vedete, io negli ultimi mesi ho passato un po’ di tempo insieme a delle persone che non conoscevo affatto, e che per molti versi non conosco nemmeno ora, ma di cui so abbastanza da poter dire che mi fanno sentire come se avessi trovato una casa. 

Quella casa è un modo di fare politica che nasce dalle idee – da idee di sinistra – e che si nutre del confronto e del contributo di tutti quelli che hanno forza, parole, volontà. Che si basa sull’idea che per ottenere un cambiamento bisogna costruirlo, pezzo dopo pezzo, anche se questo significa dover restare nelle retrovie per un po’ di tempo. Magari per tanto.

Perché importante è il risultato, certo, ma ancora più importante è come ci arrivi, che fondamenta gli hai costruito, con chi lo hai messo in piedi. Quella casa a me mancava da tanto tempo, me ne sono resa conto solo quando ci sono entrata.

and now is the time. Ho letto quelle parole lì sopra e mi sono sembrate perfette per il momento in cui ci troviamo. Domenica si vota per le primarie del PD e io vorrei che ci andaste. In tanti. Io sosterrò Pippo Civati perché sono sicura che se mai c’è stato un progetto politico capace di rispecchiarmi, tanto nel metodo quanto nel contenuto, è il suo.

Perché in lui, nel suo programma e nelle persone che ho incontrato e che sono al suo fianco, trovo competenza, ironia, molta consapevolezza, coerenza. Soprattutto coerenza.

Perché nella sua mozione ci sono scritte delle parole di cui l’Italia ha bisogno come una pianta secca nel deserto: “introdurre in Italia il matrimonio egualitario per coppie omo- ed eterosessuali, l’adozione per i single e per le coppie gay”.

Perché mi sono stancata di aspettare il momento giusto e l’occasione perfetta e il fantomatico “nuovo partito” che dovrebbe riuscire finalmente a esprimere quello di cui abbiamo bisogno. Non ci sarà mai l’occasione perfetta, non ci sarà mai il partito perfetto. Ma questo non significa che non possiamo provare ad avvicinarci. Pezzo dopo pezzo, persona dopo persona, cambiamento dopo cambiamento.

Se per caso ho smosso qualcosa, se ora vi state chiedendo sarò in tempo per votare?, se siete fuori sede, fuori dall’Italia, fuori dalla grazia di dio ma con un po’ di voglia di cambiare… Ebbene sì, siete in tempo [ma non moltissimo, correte!], si può fare ed è tutto molto semplice: dovete solo leggere qui, spolverare la tessera elettorale, uscire di casa questa domenica e provarci.

Contrassegnato da tag , , , ,

And in the end there ain’t much to say

And here lies my green eyes
Rolled back in my head, but they’re alive
And all these words can all get spoken
Just know we tried and you’re forgiven
You’re forgiven

Book of James

Contrassegnato da tag ,