Archivi tag: politica

Saudade

I am not the first President to take up this cause, but I am determined to be the last.  (Barack Obama’s speech on healt care)

La  retorica accattivante, ma fiera. Il Congresso (i democratici) che si alza in piedi per applaudire. I repubblicani che mantengono un ostinato – ma almeno rispettoso – silenzio. Il sorriso orgoglioso di Michelle Obama. Le maiuscole che percepisci chiaramente, quando Nancy Pelosi dice “Members of Congress, I have the high privilege and distinct honor to present to you the President of the United States”. La sua calma inattaccabile (min. 22:38).

Formalità eccessiva, mi dico; rispetto solo formale delle istituzioni, noiosa etichetta, cerimoniali privi di significato, mi dico.

Ma allora perché provo questo sentimento che riesco a definire solo come saudade?

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Colomba da caccia

Questa mattina, entrando di corsa in metro a Moscova, ho creduto di avere le traveggole. Poi mi sono detta “Ma no, un manifesto bianco, una colomba, un marchio rosso in fondo…  è solo una nuova pubblicità per pasqua”.

Ma quando sono scesa dal treno, a Udine, era di nuovo di fronte a me e l’ho guardato meglio.

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Ecco. Sento già l’ala canuta di Pierferdi il pacificatore allargarsi protettiva su di me.

Cosa mi darai, Pier F., se smetto di litigare?

Mi darai di nuovo il grande centro? Mi darai la serenità di uno stato finalmente riunito all’ombra del crocifisso?  Mi darai la soddisfazione di sapere che per qualcuno, in questo sfacelo, ci sarà sempre da mangiare? Ma soprattutto, Pier F., dimmi: richiamerai a te gli ipocriti, i vigliacchi e i bigotti, tutti i figliuoli prodighi che hanno smarrito il cammino e in questi anni sono venuti a bussare alle nostre porte?

Sì? Davvero?

Allora sai che ti dico, Pier F.? Che quasi quasi ci penso, a smettere di litigare.

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vuoi essere mio amico?

«A un certo punto il falso Bersani ci ha chiesto di entrare tra i suoi amici su Facebook. Quando ho visto il ministro, gli ho chiesto: Ma che fai, mi chiedi l’amicizia su Facebook?».

Io non so se questa cosa che lo staff di Bersani non si è accorto che ci fosse un fake su FB finché quello non è andato a fargli “toc toc” non so se mi fa più ridere o piangere.

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Due pesi e due misure

Stefano Allievi  su  Il manifesto del 7 febbraio 2009

Il fatto: pregano in piazza, i primi; pregano in piazza, i secondi.

Il luogo: davanti al Duomo diMilano, i primi; davanti alla clinica La Quiete di Udine, i secondi.

Il motivo: in solidarietà con i loro correligionari di luoghi più sfortunati, i primi; in solidarietà con una ex-ragazza più sfortunata di loro, i secondi.

Per che cosa: perché oltre 1300 di essi, di cui un terzo bambini, sono stati massacrati in pochi giorni in una guerra profondamente asimmetrica, i primi; perché una di loro potrebbe passare da una vita dubbia a una morte certa, i secondi.

Contro che cosa: la violazione reiterata della legalità internazionale, i primi; l’applicazione di una pur approssimativa legalità nazionale, i secondi.

Il giudizio: sono considerati estremisti e fondamentalisti, i primi; sono considerati difensori della vita, i secondi.

Le reazioni: una campagna di stampa durissima nei confronti dei primi; la mera registrazione della notizia nei confronti dei secondi.

Si battono contro una morte certa, già avvenuta e di massa, i primi; si battono contro una morte opinabile, forse a  venire, forse già avvenuta, i secondi.

Sono solo una piccola parte della pubblica opinione che dicono di rappresentare, i primi; sono solo una piccola parte della pubblica opinione che dicono di rappresentare, i secondi.

Chiamano assassini coloro contro cui si battono (uno stato potente e in questomomento aggressivo), i primi; chiamano assassini coloro contro cui si battono (un padre, un giudice, coloro che li sostengono), i secondi.

C’è chi si è scusato pubblicamente per le azioni e le parole dei propri correligionari, tra i primi; non c’è chi abbia fatto altrettanto, tra i secondi.

Sono una minoranza rumorosa, i primi; sono una minoranza rumorosa, i secondi.

Non rappresentano la propria pubblica opinione, i primi; non rappresentano la propria pubblica opinione, stando ad autorevoli sondaggi, nemmeno i secondi.

Eppure credono di avere la verità in tasca, i primi; eppure credono di avere la verità in tasca, i secondi.

Godono in genere di pessima stampa, i primi; godono in genere di larga e ottima stampa, i secondi.

Sono  quindi condannati dalla pubblica opinione, i primi; non sono quindi condannati dalla pubblica opinione, i secondi.

Si dice che strumentalizzano la preghiera in pubblico, i primi; non si dice che strumentalizzano la preghiera in pubblico, i secondi.

Per cui ci si scandalizza e si vuole impedire che la ripetano, i primi; per cui non ci si scandalizza e non si vuole impedire che la ripetano, i secondi.

Dimenticavo: sono musulmani, i primi; sono cattolici,i secondi.

Come nei giochi della Settimana Enigmistica: trovate le somiglianze e le differenze tra le due figure. E poi datevene la spiegazione che preferite.

E ora esco, vado in Piazza San Babila

Update 9 febbraio

C’è chi ha espresso lo stesso concetto, con un po’ meno di diplomazia. :-)

E non storcete il naso, imbecilli ignoranti, vi ricordo che la stessa cosa con al posto di “realismo cristiano”, “legge coranica”, vi vedrebbe in fila per tre col resto di due nella vostra dignitosa maglietta anti arabi, così a cazzo. E’ già successo.

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Ancora ti stupisci?

io mi stupisco, sì.

E mi meraviglio, e mi incazzo, e mi indigno e piango di rabbia.
E ancora mi chiedo fino a che punto si può arrivare. Perché, a differenza di tanti, io non lo so.

I tanti che dicono: Ancora ti stupisci? D’altra parte che ti aspetti?
e che dicono: è la democrazia che ci meritiamo, no?
e che dicono: non si vince contro l’ipocrisia e contro i decreti legge

Col cazzo.

Col cazzo che la smetto di stupirmi. Col cazzo che ce la meritiamo, questa democrazia sfasciata. Col cazzo che non si vince.

Non avete ragione voi.

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Regina reginella, quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello….

due passi da formica…

Ieri:

  • ho finito di leggere “La vita agra“, un romanzo meraviglioso che mi ha procurato un godimento estetico-letterario pari solo al turbamento interiore. Mi spiace non averlo letto prima, ma sono felice di esserci arrivata dopo aver vissuto questa città, almeno per un po’;
  • ho visto al cinema “Milk“, un film delicato e potente. L’interpretazione di Sean Penn è splendida (lui è splendido) e – a parte una piccola scivolata retorica sul finale e alcuni dubbi su certe scelte di traduzione e doppiaggio – ho amato ogni minuto del film.

E a sera, al momento di mettermi a nanna, frullavano in testa le pagine di Luciano Bianciardi e i discorsi di Harvey Milk.

E ho pensato che di passi in avanti ne abbiamo fatti davvero pochi.

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Una giornata passata a letto a guardare la tv

Mattina: effetto Beautiful

Gigi sostiene che, a forza di guardare Rai4, diventerò come Gerardo di “Caro Diario”. Il mio Beautiful sarà X Factor.

Il fatto è che Rai4 passa i giornalieri del reality prima di certi telefilm per i quali, sì, comincio a provare una certa fissazione: Six degrees, What About Brian e, sopratutto, Sportsnight.

Per questo ho cominciato. Ma posso smettere quando voglio, io (disse accendendosi la sigaretta…)

 
Pomeriggio: Obama mi ama

Zapping tra La7, Repubblica tv e BBC News.

  • La7 : commentatori improbabili e piuttosto inopportuni. O forse ignoro che Finardi è un fine conoscitore della cultura USA. Un altro dei giornalisti presenti ha dichiarato, al termine del giuramento, “Questo è l’uomo che per i prossimi 4 anni avrà il potere di distruggere il mondo”. Deprimente.
  • RepubblicaTv : molto più spazio agli eventi, ma la traduttrice… poveretta. Quando era in difficoltà con il Padre Nostro ho pensato fosse una questione religiosa: non è cattolica, non lo conosce. Poi ho dovuto arrendermi all’evidenza: era completamente incapace.
  • BBC : decisamente più gustosa. Commenti più pertinenti e un inviato (molto carino) sul posto che intervistava gli americani sorridenti e infreddoliti. E soprattutto, stavano zitti nei momenti opportuni.

Che Obama si sia impappinato, cominciando a parlare prima che il giudice terminasse la prima tranche, mi fa tenerezza; che alla seconda tranche si sia fermato per lasciare il tempo all’altro di correggersi, invece, mi è sembrato imbarazzante.

Una folla così grande e un entusiasmo così contagioso mi hanno fatto pensare che forse c’è ancora speranza per il futuro. La presenza costante di un dio spalmata sull’atto istituzionale e politico più significativo degli USA, invece, mi dice che ci sono ancora tanti tanti passi da fare.

 
Sera: “Buona la tv, buono anche tu”? allora siamo a posto.

L’ispettore Coliandro è imbarazzante. Scritto male e recitato peggio, trito come la peggior tradizione italiana volgarotta e ammiccante, fa quasi venir voglia di guardare R.I.S. E ho detto tutto.

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