Cose che sono successe nel fine settimana più disconnesso della mia vita

kermit_banjo

[Disconnesso nel senso di offline, condizione gentilmente offerta da quel buco* di Anguillara Sabazia]

  • Friendfeed è morto, dopo una lunghissima agonia che ci ha portati a lanciarci in messaggi d’addio più o meno allo scadere di ogni ora, in un parossismo di volemosebbene e moriremotutti che ha elegantemente passeggiato sul filo tra il surreale e il lacrimoso, restando miracolosamente in equilibrio. Sono stati momenti che non avevo mai vissuto prima e che resteranno qui nella memoria, esattamente come i lunghi anni sul socialino (niente back-up, per me). Quello che non resterà nella memoria è, appunto, il momento in cui si è spento del tutto: perché ero offline. [oltretutto dormivo e l’ho scoperto il giorno dopo. forse è stato meglio così].
  • ho mancato l’Apocaliffe, la festa di fine di mondo per elaborare la dipartita di cui sopra. Non potevo nemmeno avvertire, dopo aver fatto il diavolo a quattro per sapere dove e come eccetera. Perché? Ero offline (e della maggior parte degli utenti ff non ho mai avuto il numero di telefono).
  • ho partecipato alla prima jam session della mia vita ed è stata una delle cose più divertenti, imbarazzanti, gratificanti, difficili e buffe che abbia mai fatto. A soli sei mesi dall’inizio della mia avventura con banjo e col bluegrass, mi sento allo stesso tempo come se il marchio da principiante fosse impresso a fuoco in fronte, e come se avessi trovato una casa.
  • ho scoperto di avere una sosia, ma di quelle vere. Sono stata scambiata per lei e, dopo i necessari chiarimenti, ho anche visto una sua foto: è stato come guardarmi riflessa in uno specchio distorto, accanto a persone che non conoscevo. La definizione di Unheimlich non mi era mai sembrata così appropriata, da quando l’ho imparata.
  • ho passato il viaggio di ritorno in treno di fronte a un uomo identico (parlando di sosia) a Igor, che ogni tanto parlava al suo vicino di posto strizzando gli occhi e facendo smorfie che… giuro, non sapevo se ridere o spaventarmi.
  • ho scoperto che in Italia si gioca a lacrosse – uno sport che pensavo esistesse solo nei romanzi americani – e che il Torino ha una squadra che ha battuto quella romana giusto ieri. E che io sono ancora la stupida quindicenne che quando un giocatore carino cerca di rimorchiarla ci chiacchiera timidamente e poi al momento dei saluti riesce solo a dire (a sproposito) “a presto” e poi gira i tacchi.

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*detto con affetto (e rassegnazione)

2 thoughts on “Cose che sono successe nel fine settimana più disconnesso della mia vita

  1. Massimo Togna scrive:

    tanto perché già ci assomigliava poco, Anguillara a Hazzard

  2. Fabiana Marzano scrive:

    Io che esistesse uno sport chiamato lacrosse l’ho scoperto in una puntata del dr. House…
    “a presto”?… ma come, “a presto”?

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