Raw material

Ci ho provato a scrivere un post come si deve, con i racconti, le emozioni, le foto e tutto. Ma non riesco a trovare l’ispirazione; e intanto il tempo passa e poi mi diventa tutto un po’ invecchiato. Un po’ “pòsso”, come dicono i miei amici lombardi con una parola di rara adeguatezza.

Quindi niente, ho deciso di buttare tutto alla rinfusa qui dentro. Raw material
SistersViaggiare con la mia coppia di sorelle preferita è un privilegio e un piacere. Ci divertiamo, ci capiamo, ci veniamo incontro con la delicatezza discreta di chi cerca di prendere il proprio spazio senza toglierne all’altra.
E soprattutto, quando sono con loro “c’è sempre musica nell’aria”.

Augustines

Avere scoperto la gioia dei concerti in età piuttosto avanzata è una cosa strana e potente, in cui la saudade per qualcosa che non hai mai avuto si fonde nell’esaltazione, in emozioni che per tanti altri sono in qualche modo già assimilate. Non scontate, o neutre, ma digerite in un’età della vita diversa.
La gioia del mio primo concerto degli Augustines, l’energia e la potenza quasi catartica di quelle due ore e più di musica, sorrisi, commozione, quindi, non la so descrivere. Però ho fatto una playlist.

Ah, la Roundhouse è un posto f.a.v.o.l.o.s.o.

Fanatics

Non capisco perché il colore che si associa a Londra sia il grigio (fumo di londra si dice, o no?). Il colore di Londra, per quanto mi riguarda, è il ROSSO. Dei bus, delle cabine del telefono, degli idranti, delle strisce della Union Jack, delle divise delle Guardie reali. Londra è rossa, punto. A Natale se vogliamo anche troppo :)

I vagoni della metropolitana di Londra sono parecchio claustrofobici, nei corridoi non si capisce mai se si deve dar la destra o la sinistra, perché in ogni caso c’è qualcuno che ti viene addosso. Il malcostume di piantarsi davanti alle porte e di non lasciar scendere prima di salire è parecchio diffuso anche qui. La comunicazione di Transport for London però mi piace, diretta e molto pratica: invece di puntare a inutili minacce tipo “è pericoloso appoggiarsi alle porte” preferiscono ricordarti pragmaticamente che “gli oggetti incastrati nelle porte causano ritardi”.

Ogni volta che abbiamo sentito qualcuno – qualcuno che vive a Londra – lamentarsi della difficoltà a fare amicizia con gli inglesi, della loro ritrosia a fare domande per via di un’eccessiva riservatezza, del fatto che puoi passare mesi senza sapere niente del tuo vicino di ufficio…ascoltavo gli altri dire “ma pensa, che triste, che brutto” ma pensavo “ah, che meraviglia!” Forse devo andare a vivere in Gran Bretagna.

Terror & Wonder

Ho posato gli occhi su una lettera scritta a mano di Edgar Allan Poe e la sua grafia delicata, quasi fragile, mi ha fatto commuovere. Ero lì che un po’ saltellavo, un po’ mi emozionavo, un po’ mi sdilinquivo in questa mostra spettacolare allestita alla British Library, circondata da scrittori e opere che rappresentano la mia formazione, le radici di buona parte di ciò che amo adesso, di ciò che sono adesso. Ho provato un senso di riconnessione, bellissimo. Chi lo avrebbe detto, che avrei trovato ad aspettarmi un pezzetto di me, a Londra?

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