the owls are not what they seem [cit.]

Ho sognato che il mio ufficio era diventato una specie di centro benessere futuristico, con enormi capsule trasparenti con dentro sauna, idromassaggio… computer e documenti.

In una delle capsule – che sapevo essere di una collega che non lavora più qui – c’erano un cane e un gatto che avevano strappato, mangiato e sparso in giro tutti i fogli e ci fissavano con aria di sfida.

Mentre andavamo in giro per l’ufficio in accappatoio c’era una signora che ci chiedeva di assaggiare dolci e macedonie di frutta e di darle un parere: sono più adatti da servire a colazione o come dessert?
[Uno era divino, sul serio. è commovente e inquietante che la mia mente possa produrre una sensazione di gusto così perfetta, senza che esista davvero]

C’era anche una mia amica, che non vedo da un po’ e che sta passando un periodo un po’ complicato, che doveva prendere un treno. Io la accompagnavo ma invece che in stazione finivamo in un appartamento che era il set di un video con una strana performance teatrale/musicale in cui – indovina un po’ – c’era posto per noi come comparse: io avrei dovuto stare vicino a uno specchio e pettinare qualcuno (o me stessa?).

Nel cortile dietro il set i muri di cinta erano pieni di scritte: messaggi, commenti e qualche insulto, rivolti a noi. Un po’ ci rimanevo male, un po’ mi facevano ridere. Al ritorno il mio ufficio era fatto di camere d’albergo, tutte collegate a una sala centrale in cui si servivano spritz in enormi bicchieri.

Affacciata a una finestra sul cortile (quello delle scritte) parlavo al telefono con un amico che vive in un posto parecchio lontano. Come in una perfetta conversazione in stile Lynch mi raccontava di un certo nome che stava andando di gran moda, mentre in sottofondo si sentiva una strana canzone (brutta, devo dire).

Mentre pensavo due cose insieme (“perché sto chiamando dal telefono e non via skype?” e “ma noi non abbiamo mai parlato al telefono. deve proprio essere un sogno”) è suonata la sveglia, che in questo periodo è una canzone che si chiama The Dreamer. Per dire.

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