con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore

Ragazze di Trieste, by ghirolfo53 on Flickr

Ragazze di Trieste, by ghirolfo53 on Flickr

Trieste è stata il ragazzino aspro e vorace di quando mi sono innamorata di Umberto Saba, a vent’anni, senza nemmeno averla mai vista. Ogni tanto, però, Trieste è anche la nonnina di Parenti Serpenti (non chiedetemi perché quel film mi sia rimasto in testa tanto da ricordare il nome di uno dei personaggi, perché non so rispondere).

Poi è stata la città del Festival del Cinema Latino Americano, quando mi ritrovai buttata nella mischia a fare da interprete per Marcela Serrano e Fernando Solanas. Mi sono divertita da morire.

Poi Trieste è diventata la città di Massimo, che da Roma se n’è andato fin lassù per progettare interni di navi. (Massimo è il mio più vecchio amico. Nel senso che tra tutti i legami di amicizia che oggi posso considerare veri, e vivi, quello con Massimo è cominciato prima di qualunque altro).

Mancavo da Trieste da almeno cinque anni. E oggi ci torno, perché a Trieste c’è State of the Net. Sono molto contenta di andarci, per Trieste, per il programma, per gli amici vecchi e nuovi che rivedrò.

Se mi incontri e ti sembra che abbia la testa da un’altra parte o poca voglia di parlare, bè non è vero; è che della scontrosa grazia di Trieste io ho solo una metà, quella sbagliata.

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