The day I cried in front of the ocean

Marshall Beach

Ok, già sento i vostri commenti, tipo “e per fortuna che San Francisco ti ha fatto bene! Un giorno vomiti, un altro piangi…”

E invece no, confermo tutto, mi ha fatto bene. E forse questa qui è la cosa che mi ha fatto più bene di tutte.

Il mio rapporto con la natura è molto tempesta e impeto: mi attrae l’eccesso, il disordine, l’irregolare. Così quando mi trovo di fronte a scenari come scogliere battute dal vento, gole a strapiombo, fiumi impetuosi e così via, generalmente rimango impalata. A lungo. Sembra che sia in beata contemplazione, ma in realtà il mio cervello si sta muovendo con lo stesso impeto, scandagliando ogni recesso della sottoscritta.

La potenza della natura mi rivolta come un calzino, per dirlo senza poesia.

Ecco perché quando mi sono trovata seduta su un tronco in un angolino della spiaggia, sola se non per i pochi frequentatori nudisti, appollaiati tra le rocce, totalmente immersa nel fragore del vento e delle onde, ipnotizzata dagli spruzzi delle onde sugli scogli, tutti i miei pensieri più negativi e le ferite e le preoccupazioni e i se e i ma accumulati negli ultimi mesi sono stati improvvisamente portati in superficie e proiettati fuori in forma di lacrimoni. Uh, erano proprio tanti, ma io non avevo mica fretta.

ocean

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tu chiamale se vuoi pulizie di primavera. Ci mancava solo un po’ di sgrassante, per completare l’opera.

[Il giorno è stato lungo e io ho visto un milione di altre cose (di cui dovrei scrivere. magari lo farò, magari faccio un day4-parte seconda). 

L’Oceano Pacifico per esempio, quello vero. Quello che stai di fronte al Giappone, seduta su una scogliera che in realtà è il bordo di una piscina fine ottocento e ci sei arrivata quasi strisciando perché senti che se la giacca si apre e ti fa da vela il vento ti porterà per aria sul serio, con gli spruzzi d’acqua e salsedine che ti arrivano dritti in faccia e i con gabbiani che ti fanno il moonwalking e non vedi altro che acqua e cielo e il riflesso del sole ti acceca. E io che pensavo di aver visto tutto a Finisterre.]

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2 thoughts on “The day I cried in front of the ocean

  1. […] dell’oceano non fosse una cosa GELIDA (lo so perché ci avevo pucciato i piedini prima, nella spiaggia a fianco). Ho pensato che forse non lo sanno. Che forse per la gente che vive vicino agli oceani con quelle […]

  2. […] ragione allora, l’ha sempre avuta. Il mare cura ogni cosa. Il mare è follia) Share this:CondivisioneTumblrPinterestDiggFacebookTwitterLike this:Mi piaceBe […]

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