The day I landed in San Francisco

Una settimana fa, più o meno a quest’ora, ero in aeroporto pronta  (oddio, pronta non è proprio il termine giusto ma…)  a lasciare San Francisco e tornare in Italia.

Il che non rende quello che sto scrivendo molto coerente con il titolo, lo so. Ma per raccontarvi come è cominciata parto dalla fine. Dalle ore che ho passato in aeroporto con un sorriso ebete sulle labbra, cercando di riassumere in un qualche pensiero coerente il mio breve e preziosissimo viaggio.

Il pensiero più coerente che ho trovato è San Francisco mi ha fatto bene. Un po’ meno al mio ginocchio destro, va detto… ma chissenefrega, ne ho due.

Mi ha fatto bene il sole, mi ha fatto bene la grandiosità dei paesaggi, mi ha fatto bene l’aria – non solo in senso metaforico, dico proprio quella vera – , mi ha fatto bene la compagnia, mi ha fatto bene sorridere tanto. E poi il verde dei parchi, le case di legno colorate, i tram milanesi con destinazione Castro, la luce che al mattino presto entrava dalla finestra enorme. La finestra enorme.

Insomma, io non lo sapevo ancora, non del tutto, ma il giorno in cui sono atterrata a San Francisco mi stavo facendo proprio un gran regalo. E cazzo se ne avevo bisogno.

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One thought on “The day I landed in San Francisco

  1. […] già sento i vostri commenti, tipo “e per fortuna che San Francisco ti ha fatto bene! Un giorno vomiti, un altro […]

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