Un libro per lo scaffale del mio ufficio: appunti su Social Network, di Marco Massarotto

“Questo libro è una Polaroid”, sono le prime parole dell’introduzione a Social Network, il libro di Marco Massarotto pubblicato da Apogeo la scorsa primavera. Un’istantanea che invecchia in fretta, mentre il mondo intorno si modifica e evolve. Non c’è dubbio che, rispetto al giorno in cui il libro è uscito, già moltissimi aspetti dello scenario social siano cambiati. Basta pensare a Google +, appena arrivato e probabilmente destinato ad aprire nuove strade per le quali le aziende stanno già scaldando i motori (sebbene Google non consenta al momento tale possibilità).

Se è vero che il libro è una Polaroid, e che lo scenario è già cambiato, allora dovrei lamentare la mia mancanza di tempismo nel leggere Social Network, visto che ci arrivo solo ora.
E invece no. La lettura è stata piacevole e utile, di quelle che ti lasciano delle idee su cui riflettere anche quando hai chiuso le pagine.

Mi piace perché i contenuti sono ben organizzati, il filo logico dell’esposizione è coerente e offre una griglia concettuale in cui è facile infilare quelle competenze “intuitive” che chiunque utilizzi molto i social network (anche solo per uso personale) finisce per apprendere, ma che spesso mancano di una struttura e di un approccio organico per utilizzarle nel modo migliore. Social Network, in questo senso, è un ottima “cassettiera” in cui sistemare e organizzare pensieri ed esperienze. Poi è vero, lo scenario può cambiare e gli strumenti evolversi, fino a offrire potenzialità a cui non avevi nemmeno pensato. Ma una volta che hai la tua griglia di lettura del sistema, sarà più facile interpretare e gestire ogni cambiamento.

Mi piace perché è pensato per chi con il mondo dei social network deve imparare ad averci a che fare, anche da zero, ma risulta utilissimo anche per chi – nel suo ruolo di consulente – si trova spesso a dover fare una vera e propria “formazione” al cliente, affinché possa valutare, approvare o rifiutare una proposta strategica. A me capita molto spesso, e leggere Social Network mi ha dato ottimi spunti anche in questo senso.

Mi piace perché illustra e descrive esperienze positive e casi aziendali di successo, preferendo mostrare le buone pratiche piuttosto dei “cosa non fare”. Spesso raccontare i clamorosi fail di aziende e personaggi pubblici è divertente e attira l’attenzione, ma non è detto che sia il modo migliore per spiegare le cose.

Ho particolarmente apprezzato i capitoli relativi alla politica e alla comunicazione pubblica; avrei voluto che fossero molto più estesi, a dire il vero, ma so di essere “viziata” nel giudizio dal fatto che si tratta del mio settore di lavoro e vorrei che tutto fosse “tarato” esattamente sulla tipologia di progetti che mi trovo a dover gestire, spesso così distanti dalla promozione di un marchio o la vendita di un prodotto.

Ora che ho finito di leggerlo, so già che mi capiterà di nuovo di consultarlo, per le ragioni che ho spiegato qui sopra. E so anche dove lo terrò: nella libreria del mio ufficio, a disposizione dei miei colleghi. Sia mai che non si decidano a sfogliarlo anche loro:)

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