le parole sono importanti (cit.)

Le amiche per l’abruzzo, gli artisti uniti per l’abruzzo, le corali in solidarietà all’abruzzo (o meglio alle popolazioni dell’abruzzo, manco fossimo le tribù dell’amazzonia…).

E poi gli appelli a rilanciare l’economia in abruzzo, e venite in vacanza in abruzzo e, per carità, comprate i prodotti d’abruzzo.
Cerchi su google “terremoto abruzzo” e scopri che vengono fuori quasi 3.300.000 risultati, circa due milioni (DUE MILIONI) in più rispetto a “terremoto l’aquila“.

Io mi sono stancata. Lo dico con rabbia e dolore e mentre lo dico già mi ronzano nelle orecchie i rimbrotti di biasimo della mia parte razionale. Perchè lo so che è più facile, più sintetico, forse più opportuno. Ma è sbagliato: il terremoto non è dell’Abruzzo.

Il terrore, la distruzione, l’abbandono, le ferite, la rabbia, non sono dell’Abruzzo. Sono dell’Aquila e della sua provincia.
L’Aquila, quella città di cui tanti non sanno nemmeno scrivere bene il nome, con quell’articolo fastidioso. L’Aquila, un capoluogo di provincia che per molti non ha mai contato un cazzo e di cui nessuno si è mai preoccupato.

L’Aquila, la città elegante, rustica e ingioiellata di montagne che quell’ignorante del presidente del consiglio si è permesso di chiamare “la capitale del dolore”, prima di piantarci sopra la bandierina del suo g8. E di fottersene di tutto il resto.

E quando sento dire il terremoto d’abruzzo mi viene l’orticaria. E so di non essere la sola.
Chiamatelo il terremoto dell’aquila, parlate dei terremotati dell’aquila e della sua provincia, accusate il governo di aver dimenticato l’aquila e la sua provincia, ricordate i morti dell’aquila, delle sue minuscole frazioni, dei comuni della provincia .

Poi un giorno torneremo a parlare d’abruzzo, che tra le altre cose è anche una delle regioni più belle e misconosciute d’Italia.
Grazie

(PS: questo post è stato scritto ieri sera, prima della nuova scossa che ha riportato il nome dell’Aquila alla ribalta dei media. Anche se la realtà dei fatti non cambia poi molto.)

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2 thoughts on “le parole sono importanti (cit.)

  1. massimogiuliani scrive:

    Hai voglia se sono importanti… ieri uno di quei tg con i titoli che scorrono tutto il tempo sul video, parlava del decreto per “ricostruire l’Abruzzo”. Capito? “Ricostruire l’Abruzzo”!
    I termini della questione cambiano di parecchio se il problema è trovare i soldi per le seconde case o se è “ricostruire l’Abruzzo”.
    Le parole sono importanti e chi le usa per mestiere lo sa meglio di noi. Un simile uso delle parole e del linguaggio è totalmente deresponsabilizzante: per salvare il centro storico serve volontà politica; per “ricostruire l’Abruzzo”, un miracolo…

  2. sindromedisnoopy scrive:

    Ciao Massimo, ho corretto e eliminato il tuo secondo commento ;)
    Hai ragione, la deresponsabilizzazione è una delle conseguenze più odiose. E il peggio è che forse non è nemmeno una conseguenza, ma un obiettivo.

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