che poi in realtà volevo scrivere altro

ero partita con le buone intenzioni, perché ho bisogno di sorrisi e di colore e di cose belle che fanno venire la voglia di ridere.

E se c’è una cosa che va coltivata, ma per bene, è il talento. Non importa se questo significa farsi spaccare i timpani da un bambino di due anni in pigiama.

Vi presento mio nipote Federico, il batterista.

I musicisti un tutt’uno col soffitto
e il pavimento
solo il batterista nell’ombra
guardava con sguardi cattivi

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One thought on “che poi in realtà volevo scrivere altro

  1. […] poi non vi basta, potete sempre ripiegare sul nipotino che suona la batteria, l’unico altro video che io abbia mai caricato […]

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