Change has come to America

This victory alone is not the change we seek – it is only the chance for us to make that change (Barack Obama speech)

I wish Godspeed to the man who was my former opponent and will be my president (John McCain concession speech)

Pensieri sparsi a diverse ore dal risveglio, quando la radio mi ha riversato nelle orecchie la voce del 44° presidente degli Stati Uniti d’America

  • Durante la notte ho sognato il discorso di vittoria di McCain e non ero affatto contenta: il malumore con cui mi sono addormentata, insieme alla scaramanzia, ha fatto il suo bastardo dovere.
  • Al mattino mi hanno infastidita alcuni titoli dei quotidiani italiani, che si limitano a giocare con il “colore” di questa storia: Strano ma nero? L’uomo nero? Eddai…. Sarò rigida, ma non mi piace. Mi piace sentire che Obama ha vinto per i suoi meriti e per la sua capacità di infondere passione nel popolo americano. Non -solo- perché incarna il sacrosanto desiderio di rivendicazione dei neri americani.
  • Ho grandi aspettative, ma anche dei dubbi, rispetto alle scelte del nuovo presidente: in particolare per le questioni di politica estera, (guerra e politiche ambientali) e per il rapporto con l’ONU. So che non verrà a imporci la SUA America, come ha fatto il cespuglietto di cui, per fortuna, ci siamo liberati. Ma attendo.
  • Ho profonda curiosità e ammirazione per chi ha curato la sua campagna elettorale e per chi segue, sovrintende o scrive i suoi discorsi [sarà che da poco sono diventata anche ghostwriter?]. Pagherei per un documentario che mi facesse entrare dietro le quinte.
  • A me l’America non è che mi faccia impazzire. Sono piuttosto neutra, tendente alla diffidenza. Ma mi colpisce davvero il patriottismo, il rispetto per l’istituzione presidenziale: in campagna elettorale se le danno di santa ragione, e poi eccoli stringersi virtualmente la mano e dichiararsi “figli della stessa America, nonostante le differenze”. Sarà pure retorica ipocrita e di circostanza. E allora io sono un’illusa idealista, perché questa cosa mi tocca.
  • Barack Obama è bello. Il presidente degli Stati Uniti è un uomo brillante, giovane e dall’oratoria travolgente…e che non ti dispiacerebbe portarti a letto. Non è cosa da poco.
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5 thoughts on “Change has come to America

  1. Elesole scrive:

    Ma M… l’ultimo punto lo trovo oltremodo disdicevole. Ma mi spieghi perchè di fronte a tutto sto tripudio di felicità che leggo in ogni dove mi trovo ancora una volta scarsamente emozionabile. Se dovessi trovare una immagine ecco… sto alla finestra.
    Però è indubbio che è una buona notizia quella con cui ci si è svegliati stamattina

  2. betta scrive:

    bella l’idea del doc dietro le quinte, lo facciamo? e vai con l’ultimo punto e quando ci vuole, ci vuole…dopo tante analisi serie una botta…di vita

    speriamo bene, che sia ben consigliato e protetto specialmente, io ho un po’ paura

    bt

  3. sindromedisnoopy scrive:

    @betta: lo facciamo? ma certo! glielo chiedi tu allo staff di Obama se ci fanno sviscerare la loro campagna, vero?
    (lo so che tu sei capace….) :-D

  4. bt scrive:

    Julius Genachowsk questo è il nome di chi ha curato buona parte della sua campagna elettorale…una donna..che è finita al terzo posto nelle persone che sarnno più influenti col web nel 2009….guarda caso è una donna…guarda caso lavora col presidente più importante del mondo…

  5. sindromedisnoopy scrive:

    allora sappiamo da chi partire per il “dietro le quinte”! :-)

    Però devo correggerti: sarebbe esaltante sapere che dietro il successo della campagna di Obama c’era una donna….ma Julius è un ometto!

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