Internazionale a Ferrara – Le cronache, cap.2

Del giornalismo e dei fumetti

C’è chi guarda il mondo e ha il dono di saperlo raccontare, di creare significati e allacciare fili nella nostra mente. Lo fanno i giornalisti. Quelli bravi. Ma lo fanno anche gli artisti: in questo caso i fumettisti e disegnatori. Quelli bravi.

E io ne ho “beccati” un paio (per categoria) che mi sono proprio piaciuti. Un totale di quattro uomini intelligenti, brillanti, disponibili e – almeno in un caso – pure tremendamente affascinanti. Ditemi se è poco. Evviva Internazionale a Ferrara.
Siccome sono stata già abbastanza prolissa nel parlare di quattro splendide donne (con uomo “al seguito”) nel post precedente, questa volta dedico una scheda ad ognuno: sono David Randall, Gipi, Leo Hickman, Neil Swaab. Uno al giorno.

Scegliete chi vi ispira di più. Intanto io comincio con

David Randall
Data e luogo: 4 ottobre, ore 11 – Sala Estense
Titolo e argomento: Il futuro del giornalismo nell’era di internet. Con la partecipazione del direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro.
Tempo di attesa per entrare: niente. Come avrei scoperto solo dopo pranzo, si è trattato di una clamorosa eccezione alla norma, complice il fatto che al sabato mattina tanti ancora non fossero arrivati.
In compagnia di: Betta e Marco. Un’amica di vecchia data – a dire il vero entrambe abbiamo realizzato con stupore di conoscerci “appena” da due anni…e ci sembrava molto di più – e un amico nuovo di zecca, incontrato proprio lì, sul momento.
Il bello: il numero impressionante di giovani che affollavano la sala. L’importanza di saper comunicare attraverso internet, trasmettere la propria voce senza cedere al protagonismo a tutti i costi: “Se tutti sono occupati a gridare il proprio nome, nessuno riesce ad ascoltare quello degli altri”. Il compito più difficile per un giornalista: “essere onesto con i tuoi lettori sulle cose che NON sai”. Giovanni De Mauro che racconta come sono passati dai fax, spediti da “cacciatori di notizie” in tutto il mondo, all’accesso totale alle informazioni grazie a internet.
Il brutto: una certa difficoltà ad affrontare il tema dell’indipendenza dei mezzi di informazione. Non accetto che un giornalista con trent’anni di esperienza ale spalle possa affermare che i giornalisti non subiscono ingerenze da parte degli inserzionisti pubblicitari e delle aziende. Forse in Inghilterra c’è maggior indipendenza ,ma una cosa simile detta in Italia sa tanto di beffa.
Cosa porto a casa: La speranza di poter anche io dichiarare un giorno, con la stessa gioia e sicurezza: Mi tuffo nelle cose, perché sono curioso. E mi pagano per questo. (I’m involved in, because i’m nosy. And I’m payed for it)

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