Oggi rilancio una notizia ricevuta da un amico e invito chi è interessato a fare lo stesso.
Si tratta del Premio “Finanza Etica – Credici!” 2010, un concorso per videomaker sui temi della finanza etica.
Lascio parlare il bando:
Il Premio “Finanza Etica – Credici!” 2010, promosso dalla Fondazione Sistema Toscana e
dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica onlus, in collaborazione con Mediateca
Toscana, valorizza l’impegno nella ricerca di soluzioni creative ed efficaci di
comunicazione sociale sui temi della Finanza Etica premiando i due progetti migliori
in grado di veicolare ad un vasto pubblico la cultura per un uso responsabile del denaro.
Io onestamente non saprei dove mettere le mani. Con la videocamera sono un disastro e non parliamo della finanza.
Ma se voi ci sapete fare e avete a cuore il tema…bè, magari vorrete provarci.
Il termine per la consegna dei lavori è il 23 aprile. Correte!
Questo articolo, maldestramente tagliato e incollato da Internazionale, l’ho letto soltanto ieri e mi ha colpito enormemente.
Se lo leggerete capirete perché. Le tragedie sono incomparabili, i vissuti lo sono. Ma le parole sono esattamente quelle che ho cercato per tanti mesi e non sono mai riuscita a scrivere. Un po’ ho pianto, e mi ha fatto molto bene, in un certo strano modo.
E poi oggi ho trovato un video che ritrae il centro storico dell’Aquila come è oggi, su Verso L’Aquila . Io avrei evitato il viraggio e la musica emotiva…ma le immagini parlano da sé.
E poi ne ho ricevuto un altro (dalla chat di facebook, io che in chat non ci vado mai e oggi sì…) da un amico che non sentivo da troppo tempo.
Sono entrambi qui. So che tante, troppe cose sono state dette, e viste. Ma io non riesco ancora a farne a meno.
La retorica accattivante, ma fiera. Il Congresso (i democratici) che si alza in piedi per applaudire. I repubblicani che mantengono un ostinato – ma almeno rispettoso – silenzio. Il sorriso orgoglioso di Michelle Obama. Le maiuscole che percepisci chiaramente, quando Nancy Pelosi dice “Members of Congress, I have the high privilege and distinct honor to present to you the President of the United States”. La sua calma inattaccabile (min. 22:38).
Formalità eccessiva, mi dico; rispetto solo formale delle istituzioni, noiosa etichetta, cerimoniali privi di significato, mi dico.
Ma allora perché provo questo sentimento che riesco a definire solo come saudade?