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(It’s not war) just the end of.

Stanotte ho sognato che andavo dal parrucchiere perché il giorno dopo mi aspettava una terribile battaglia, di quelle da cui sai che forse non si torna. E sai com’è, bisogna andarci in ordine. Una volta lì scoprivo che, per il giorno dopo, mi avevano “fissato” anche un’altra battaglia, e così non sapevo più come fare per partecipare a entrambe.
Ma in tutto questo la mia preoccupazione vera era che mi ero dimenticata di chiedere le ferie in ufficio per andare in guerra.

Si intuisce che tra quattro giorni torno al lavoro?

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Il post della mia prima volta in Sardegna

Nel momento in cui atterravo all’aeoroporto di Alghero, lo scorso 31 luglio, non pensavo tanto alla settimana di mare-svacco-famiglia che mi attendeva, quanto piuttosto al fatto che stavo per togliere l’ultima crocetta dalla tabella “Le Regioni Mai Visitate” creata da quel genio di Adamo qualche settimana prima.
Ebbene sì, ho visitato tutte le regioni d’Italia: alcune a fondo, altre solo per un piccolo soggiorno, ma sono stata in tutte. Perfino in Molise, nonostante si tratti di un noto complotto dei cartografi

[se non sbaglio si trattava della ridente località di Forlì del Sannio che - detto per inciso - fu anche teatro di una simpatica storia di scambi di letti e abbracci clandestini...]

Ma andiamo avanti.

La Sardegna è un’isola preziosa e selvatica. Dura, piena di spigoli, gustosa, generosa. (E poi dicono che le persone non assomigliano alle terre da cui provengono…). Ci sono stati momenti in cui l’ho vista sovrapporsi con la mia, di terra. I sassi e le pecore ci uniscono. I sapori forti, la cucina rude, le terre aspre.

Il mare no, decisamente. Il mare della Sardegna (per la precisione del Golfo dell’Asinara) è il più bello che io abbia visto finora. E voglio rivederlo ancora, ricordo di averlo giurato più o meno al centesimo bicchiere di mirto.

Ho messo piede in Sardegna

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Ma sapere dove andare

… è come sapere cosa dire, come sapere dove mettere le mani.*


Speriamo.

Dove sto andando lo so: Anguillara – casa dei miei genitori;  L’Aquila – tende, montagne e amici che non vedo da tanto.

Cosa dire, ne ho una vaga idea: un nome speciale per la nipotina che arriverà a ottobre, il racconto di tanti amici che mi aiutano a scegliere un regalo, idee e progetti ancora campati in aria ma che cominciano a trovare qualche appiglio sul suolo sconnesso.

Dove mettere le mani: quella è la vera sfida. Due posti soltanto, per ora, sono sicuri: la sabbia nera della spiaggia sul lago di Bracciano e le guance morbide di mio nipote Federico.

[*Ivano Fossati - E di nuovo cambio casa]

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