Lo so, avevo detto un post al giorno. E invece ieri ho dato buca.
Ma la domenica non vale. La domenica non c’è
Lo so, avevo detto un post al giorno. E invece ieri ho dato buca.
Ma la domenica non vale. La domenica non c’è
vi consiglio La Vineria di via Casale.
Una mescita di quelle dal sapore antico e dalle idee moderne (come la “bag in box” da cinque litri con contenitore in cartone e sacca da sostituire ogni volta che si fa il pieno riutilizzabile) che da qualche tempo ha cominciato anche a servire gli aperitivi. Che magari saranno “sempliciotti” per chi è abituato ai ricchi buffet. Ma per chi, come me, ha continuamente nostalgia delle cantine, un tagliere con i tocchi di formaggio, prosciutto e mortadella e pezzi di pane è quanto di meglio si possa sperare.
Si chiacchiera con gli amici, si beve alla grande e si va via canticchiando Mamma mia. Garantito.
[nei miei piani oggi avrei dovuto scrivere di un'altra cosa. Ma, essendomi ubriacata di rosé... non potete chiederepiù di così. accontentatevi]
Che io ami Internazionale e tutto ciò che gli gira intorno (a partire dal suo direttore) è cosa nota ai più. Il festival di Ferrara è per me un appuntamento atteso, pregustato e vissuto ogni anno con soddisfazione, un po’ di fatica, tanta curiosità e tutta la “spugnitudine” che mi caratterizza.
Il primo anno che sono andata ho scritto le mie cronache proprio su questo blog. Da queste pagine ho dichiarato il mio amore per Gipi. E ho fatto circa un milione di foto, 28 delle quali sono poi finite su flickr.
Adesso una di quelle foto, proprio una di Gipi e del suo primo reading di LMDM, è stata scelta per essere pubblicata sul numero di oggi di Internazionale.
E sì, oggi sono qui solo ed esclusivamente per vantarmene!

Se poi mi dite che vi piace pure, potrei diventare addirittura orgogliosa di me.
Stamattina ne parlava anche uno speaker su Radiopopolare. Ed era un po’ in difficoltà anche lui, perché rendere l’idea di cosa riesca a fare The Wilderness downtown non è semplice.
Semplicemente lo dovete guardare.
Quando ieri mi è arrivato il link non avevo mica capito di cosa si trattasse. Certo, appena letto l’invito a inserire the address of the home where you grew up mi è stato chiaro che stavo per vedere un qualche esperimento che avrebbe mescolato un video musicale a delle immagini dell’Aquila. Dell’Aquila “prima”.
Quello che non avevo capito era con quanta potenza lo avrebbe fatto. Le panoramiche con quei voli d’uccello, le prospettive, i movimenti e, d’improvviso, i negozi aperti, le auto parcheggiate. Le persone. E poi quel finale… Non avete idea, davvero. Come un pugno nello stomaco. Ma di quelli buoni.
Nonostante questo la sensazione più forte che ho provato non è stata la tristezza o il rimpianto, ma una sorta di strana speranza. Potere della musica, di Chris Milk, di Html5?
Aldilà delle implicazioni emotive personali, trovo che The Wilderness Downtown sia una creazione geniale, affascinante. Il concept è forte, la realizzazione è stupefacente, almeno per me piccola ignorante informatica. Il coinvolgimento degli utenti, anche attraverso la Wilderness Machine, non è residuale e generico, ma decisamente intimo.
Per questo dovete guardarlo.
E se per caso voleste fare una “corsetta” in più, vi invito nella mia città. L’indirizzo che ho messo io è quello del mio vecchio liceo: Piazza Palazzo, 67100, L’Aquila