Con tag sostenibilità

Per fare un albero…

Secondo il test di profilazione di Zoes, il nuovo esperimento di social network dedicato alla sostenibilità al quale mi sono appena iscritta, io sono

albero
per te la responsabilità sociale ed ambientale é un aspetto comune del tuo vivere quotidiano. Puoi radicare in profondità il tuo impegno.

Meglio che niente, visto che Zoes stesso mi sembra attualmente più vicino allo stadio del germoglio, almeno dal punto dell’usabilità.

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Il 13 febbraio non è solo il mio onomastico

Sono una di quelle che s’illumina di meno per natura, e all’iniziativa di Caterpillar aderisco fin dal primo anno.
Il 13 febbraio 2005 a momenti davo fuoco a casa con le candele della cenetta romantica, aspettando il ritorno del mio (ex) “fidanzato a impatto zero”.
Negli ultimi 3 anni la mia adesione personale si è mescolata a quella professionale ma, ora che ne sono fuori, posso dire che sono contenta di aderire come Maura, e basta. E mantenere quello che prometto.
Ad esempio decidermi a sistemare la ciabatta con l’interruttore per “domare” in un colpo solo gli apparecchi che mi rimangono in stand by, invece di staccare e riattaccare la presa ogni giorno.

Certo, farlo per un giorno è facile. Ma è pur sempre significativo, soprattutto se poi si continua.
Da quando vivo a Milano – senza auto, con pochissimi elettrodomestici e una casa minuscola – il mio “impatto ambientale” è diminuito drasticamente. Ma ho tante cose da fare, ancora:

 
Per ora.

PS: anche se sono affezionata alla Banda Osiris, trovo il nuovo inno molto simpatico.

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Del giornalismo e dei fumetti – Terza parte

Continua la carrellata dei miei incontri favoriti al Festival di Internazionale a Ferrara.

Oggi tocca a

Leo Hickman
Data e luogo: 5 ottobre, ore 12 – Sala Estense
Titolo e argomento: Ethical living. Le cinque regole del viaggiatore
Tempo di attesa per entrare: un’ora abbondante. La fila si srotolava tutta intorno alla piazza, un cordone colorato di persone di ogni età. Bello.
In compagnia di: Fabrizio, amico romano di Betta, conosciuto all’arrivo a Ferrara. Persona deliziosa.
Il bello: trovarsi davanti – in carne, ossa e voce – la persona che per tanto tempo hai seguito solo attraverso il suo Ethical living. Per una che ha passato 3 anni a Fa’ la cosa giusta!, Leo Hickman è una sorta di “essere mitologico”, oltre a rappresentare quello che manca al giornalismo italiano (salvo poche eccezioni ): la capacità di parlare onestamente di sostenibilità senza flagellare lo stile di vita medio della maggior parte della gente, facendo leva sulla responsabilità, l’utilità e l’ironia. E pensare che quando due anni fa proposi di invitarlo in fiera mi fu risposto: “ma chi cazzo vuoi che sappia chi è Leo Hickman“.
Il brutto: il ritmo lento, causato dalla lunghezza degli interventi di Leo e dalla successiva traduzione. Chi capiva l’inglese si sorbiva la ripetizione, chi invece no, restava in attesa per molti minuti prima di capire di cosa si parlasse. E poi la traduttrice, seppur molto brava e attenta, si ostinava a usare l’odioso “piuttosto che” in funzione disgiuntiva. Cosa che non riesco a sopportare.
Cosa porto a casa: alcune conferme, qualche idea nuova e la scoperta che la suite presidenziale del più lussuoso hotel del mondo (a Dubai, 28mila $/notte) offre un menu per scegliere tra undici diversi tipi di guanciale.

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