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…aveva indosso una maglietta con su scritto “non mi fate incazzare”

Stamattina una collega è piombata nel mio ufficio e ha sbattuto sulla scrivania la stampa di una mail, accompagnando il gesto drammatico con un “ecco, credo siano cose che voi dovreste sapere”. Quando ho letto nell’oggetto ATTENZIONE FATE GIRARE  l’unica cosa che sapevo è che stavo per incazzarmi.

La mail “faceva girare” questo testo. Io non conosco l’autrice del post né il tenutario del blog, quindi non posso giudicarne l’attività o le competenze. Però si dà il caso che conosca bene una delle realtà di cui il testo parla, insinuando dubbi su segreti di stato e pericoli nascosti nel sottosuolo, e per la precisione nei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso.

Oltre ad essere aquilana, infatti, ho la fortuna di avere una sorella che è un’ottima ricercatrice in fisica delle particelle, e che lavora proprio per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, cui i Laboratori appartengono.

Due cose mi hanno turbata, in particolare, di questo post.

Una è la palese inesattezza di una serie di affermazioni riguardo alla posizione e alle attività dei Laboratori, e alla presunta “messa sotto silenzio” delle sue condizioni post-sisma.

L’altra è l’incredibile diffusione che il post ha avuto, rimbalzando tra blog e mailing list ormai da un mese (l’ho ricevuto solo oggi e me ne dispiace).

Io sono un po’ stanca gente che rilancia e offre visibilità a “informazioni sensazionali” e “scandali” di ogni genere sul terremoto dell’Aquila senza pensare a quello che fa. Anzi, mi sono proprio scassata il cazzo.

Per la cronaca, tra i numerosi commenti al post di Solange Manfredi ci sono molte obiezioni ben argomentate, a dimostrazione che gli abbocconi sono tanti, ma non tutti. Però il problema è che la gente rilancia il post, non i commenti.

E quindi qui ci sono alcune considerazioni che sono mie ma, soprattutto, di mia sorella Claudia, la ricercatrice. Che adesso è ancora più incazzata di me.

1) A proposito dell’occultamento di notizie.

Proprio nella homepage dei Laboratori, citata dall’autrice stessa, c’è un link ad un comunicato che informa sulle condizioni delle strutture e dei dipendenti. Il comunicato è senza dubbio scarno, ma non parlerei proprio di  segreto di stato e  occultamento volontario.

2)Cos’è successo a 1400 metri di profondità”?

Se lo chiede la Manfredi. Peccato che i Laboratori non si trovino affatto a 1400 metri sotto terra. In realtà le gallerie che li ospitano si trovano allo stesso livello del tunnel autostradale del Gran Sasso. Sono i 1400 metri di montagna a stare sopra i laboratori, non questi a stare sottoterra.

3) La fisica nucleare, questa sconosciuta

In cosa consistano questi esperimenti è facile immaginarlo, trattandosi di Fisica Nucleare“, scrive l’autrice. O forse no. In realtà Fisica Nucleare non significa altro che fisica del nucleo atomico (per distinguerla da altre branche della fisica che si occupano dell’atomo o della materia) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (a cui i Laboratori appartengono) è un ente pubblico di ricerca che non ha nessun legame con la produzione di energia nucleare, come si evince dal suo sito web.
I Laboratori del Gran Sasso poi sono dedicati solo allo studio della Fisica AstroParticellare ovvero la fisica di particelle come i neutrini o le particelle di materia oscura, che arrivano a noi dal Cosmo portando importanti informazioni su di esso.
Insomma, i Laboratori non fabbricano bombe e non scindono l’atomo, o altre cose alle quali probabilmente l’immaginario collettivo associa la parola “nucleare”.

4) Una considerazione generale

L’autrice dell’articolo porta a suffragio della tesi del complotto il fatto che i Laboratori e le loro condizioni dopo il terremoto non sono stati ampiamente portati all’attenzione dall’opinione pubblica. Ebbene, non solo questo non risponde del tutto a verità ma suona come una beffa per le persone che lavorano e hanno a cuore i Laboratori.
Questi si vedono costantemente ignorati dall’opinione pubblica (quante persone sanno in realtà cosa sono e cosa si fa in questi Laboratori?) quando dovrebbero invece costituire motivo di vanto e orgoglio per l’Italia. Tutta l’attenzione che ricevono è legata a sterili polemiche sulle presunte attività segrete e ovviamente pericolose che vi si svolgono (chiaramente dovute alla sfortunatissima accoppiata fisica+nucleare+sotterranei).
Il motivo per cui le condizioni dei Laboratori dopo il terremoto non sono state abbastanza trattate dall’opinione pubblica è, triste ma vero, che l’opinione pubblica non sa nemmeno cosa siano i Laboratori e sfortunatamente non nutre per loro il minimo interesse.

[queste ultime parole sono il puro sfogo della ricercatrice precaria e incazzata che è mia sorella, di cui vado fiera. NdR].

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