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pomiciare con un ragazzo brutto dando la colpa all’alcol [cit]

Di tutte le cose che qualsiasi donna sopra i 30 anni ha fatto almeno una volta nella vita, quella che ho fatto più spesso, probabilmente (perché a parte un paio ce le ho tutte) è “Pomiciato con un ragazzo brutto dando la colpa all’alcol”.

L’ultimo, credo, si chiamava Olaf, era biondo come solo un norvegese può essere, era amico di mia sorella quando lei viveva in Germania. E ballava il tango.

Mi ha presa tra le braccia e mi ha “condotta” dal salotto di casa di Claudia, lungo il corridoio e poi giù giù per le scale fino al cortile al pianterreno. Facendomi ballare il tango per la prima volta in vita mia.

Io ero brilla, ma probabilmente solo per quello l’avrei baciato lo stesso.

Comunque, se ne desume che nella mia giovinezza ho bevuto troppo.

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Rocca di Cambio in 18 scatti, in un giorno indeciso tra pioggia e sole

Avevo fatto un po’ di foto, in questi giorni di vacanze natalizie.

Ma come regalo per l’anno nuovo,  il mio trasformatore ha deciso di schiattare proprio nel momento in cui il pc era al minimo della sua batteria.  Così il mio portatile è a casa, sulla scrivania, come un bello addormentato in attesa del bacio elettrico che lo risveglierà (leggi: che maura spenda 50€ per ricomprare un trasformatore).

Tutto questo per dire che ho dovuto aspettare di tornare in ufficio per poter sistemare e pubblicare le mie foto.

Che, tanto per cambiare, sono di una monotematicità che comincia a sfiorare il patologico. Almeno però, questa volta, mi sono messa a parlare di Rocca di Cambio e non dell’Aquila, su.

Buon anno nuovo e fate un giro,  se vi va.

Rocca di Cambio on flickr

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del perché (uno dei tanti) stasera sarò in piazza Oberdan, alle 21:00

Era il 1999, dieci anni fa, all’Aquila.

Lui era arrivato da poco dalla Spagna, paese che molti di noi ora guardano con invidia, ma in cui allora l’impronta cattolica dell’Opus Dei gravava pesantemente sulle vite delle persone. Il coming out per lui era stato un momento di profonda sofferenza, ma anche di grande e inevitabile maturazione.

Arrivare in Italia, nella piccola provincia montanara e chiusa, aveva significato riazzerare un percorso già lungo, già ricco. Aveva significato guardarsi intorno, aspettare, capire che era il momento di nascondersi.

Fu anche a causa di una società gretta e bigotta come quella italiana, se quella notte di settembre di 10 anni fa, in una piazza che oggi non esiste più, ci ritrovammo a piangere insieme. Lui piangeva la frustrazione del silenzio e il senso di colpa per aver “lasciato” che io mi innamorassi di lui. Io piangevo il mio cuore infranto (e infranto non è un modo di dire) ma anche  il suo dolore, che non potevo curare.

Non lo sapevamo ancora, non del tutto, ma – per usare una citazione tra le più usurate – quello era l’inizio di un’amicizia incredibile.

Stasera sarò in strada alla Prima Fiaccolata LGBT di Milano anche per lui, per la persona che più di chiunque altro mi ha insegnato cosa significano libertà, orgoglio, coraggio, rispetto, poesia.

Buenas salenas cronopio cronopio, churris querido.

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Depeche Love

Oggi un thread su FF mi ha ricordato quanto mi piacciano i Depeche Mode.

Lo so che sembra assurdo, ma certe volte alcune canzoni entrano nella tua vita per osmosi nel corso del tempo, ne diventano parte, la colonna sonora dei tuoi pensieri e di tanti ricordi e tu quasi non te ne accorgi più.
Poi qualcuno ti chiede qual’è l’unica, l’imprescindibile e ti rendi conto che non sei capace di scegliere.

Ero una bambina quando ballavo sul falsetto di Master & Servant ed ero una donna quando andavo in giro tra desideri e progetti con “Exciter” sparato a tutto volume nelle orecchie e Free Love mi faceva tremare.

Così ho passato il pomeriggio a riascoltare tutte le canzoni che sono riuscita a trovare su youtube. L’ultima è questa, che a dire il vero non è la mia unica e imprescindibile. Non è nemmeno nella top 5.

Però è sorniona, autoironica e sexy come vorrei essere io, ogni tanto.

I’m going to take my time
I have all the time in the world
To make you mine
It is written in the stars above
The gods decree
You’ll be right here by my side
Right next to me
You can run, but you cannot hide

Don’t say you want me
Don’t say you need me
Don’t say you love me.
It’s understood
Don’t say you’re happy
Out there without me
I know you can’t be
’cause it’s no good

I’ll be fine
I’ll be waiting patiently
Till you see the signs
And come running to my open arms
When will you realise
Do we have to wait till our worlds collide
Open up your eyes
You can’t turn back the tide

Don’t say you want me
Don’t say you need me
Don’t say you love me
It’s understood
Don’t say you’re happy
Out there without me
I know you can’t be
’cause it’s no good

I’m going to take my time
I have all the time in the world
To make you mine
It is written in the stars above

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