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tanto che vien da chiedersi quali fantasmi ci rimarranno

“La guerra ha logorato le parole; le parole si sono indebolite, si sono consumate come gomme d’automobile; al pari di milioni di altre cose, sono state più malmenate, sballottate e svuotate delle loro felici sembianze negli ultimi sei mesi che nelle lunghe epoche precedenti, e ora noi ci troviamo di fronte a uno svilimento di tutti i nostri termini, o, per dirla altrimenti, a una perdita di espressività da eccessivo infiacchimento, tanto che vien da chiedersi quali fantasmi ci rimarranno.”

Henry James, 21 marzo del 1915, in un’intervista al New York Times.

Lo cita Azar Nafisi in “Leggere Lolita a Teheran”, che è uno dei libri più ricchi e intellettualmente stimolanti che mi sia capitato per le mani di recente. E che, tra l’altro, è anche uno splendido e terribile romanzo.

Il pensiero di James si riferisce al senso di “impotenza delle parole di fronte ad avvenimenti tanto disumani”, come il Primo conflitto mondiale.

Quando l’ho letto io, invece, non ho potuto fare a meno di pensare a cosa ha logorato le nostre di parole: un uso distorto, interessato e terribilmente ignorante che toglie dignità ai concetti e ai valori più cari, e ci priva del gusto di pronunciare con pienezza e convinzione le parole giustizia, onestà, trasparenza, rispetto, cultura, radici, integrazione, laicità. Soprattutto laicità.

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Tanto per restare in tema di libri

La newsletter di FAHRENHEIT

4 – 8 maggio 2009
LIBRI PER L’ ABRUZZO

Sono oltre 1500 i libri che, in queste settimane, avete pensato, scelto e donato agli abitanti delle zone colpite dal terremoto e che da oggi sono disponibili, per tutti quelli che vorranno: i vostri libri riempiranno il bibliobus che girerà per le aree dove sono alloggiati gli sfollati del sisma.

Una vera biblioteca ambulante, un buon libro per chi, in mezzo a tante altre cose, ha perso anche la sua piccola o grande biblioteca personale.

Chi volesse continuare a mandare libri in Abruzzo può farlo, da questo momento in poi, spedendo un pacco a questo indirizzo:

Circolo Arci, Fermo deposito Centi Colella SDA, 67100 L’ Aquila.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato all’ iniziativa e a quelli che vorranno partecipare nei prossimi giorni.

***

Sono nate moltissime iniziative, in tutta Italia, per far arrivare libri e riviste all’Aquila e negli altri paesi colpiti. Iniziative casalinghe o strutturate. Seguitele tutte, se volete, basta cercare. Io vi propongo questa di Fahrenheit.

Personalmente mi candido anche come corriere, visto che ho intenzione di tornare all’Aquila nel giro di un mese. Quindi se non avete voglia di spedire e  se non siete troppi (vado in treno), cominciate pure a spulciare le vostre librerie.

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siate di piuma

La mattina si svegliò molto riposata, si arrampicò fino alla cima dell’albero e gridò: – Vento, vento, vieni a prendermi, io sono pronta! – E ripartì a bordo di un nuovo sbuffo.
Girò tutto il mondo senza mai stancarsi, leggera e libera come devono essere le bambine di piume. E tutte le volte che passava sopra la sua mamma le faceva ciao con la mano, e la mamma la salutava, un po’ triste, perché la sua bambina era andata via, ma anche felice, perché aveva capito che essendo una bambina di piume poteva star bene solo così.

La bambina di burro e altre storie di bambini strani, Beatrice Masini

Siate saggi, siate bambini.

Buone feste a tutti. Ci vediamo nel 2009

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Internazionale a Ferrara

Vorrei solo avere il tempo per poter raccogliere le idee e raccontare il mio fine settimana immersa nelle pagine di Internazionale. Pagine che per due giorni sono diventate volti, voci, idee, suoni, disegni, sorrisi.

Vorrei raccontare di quante volte mi sono innamorata, e attraverso quanti pensieri ha galoppato la mia mente, e quante volte ho pensato di andare a stringere quella mano (e se non l’ho fatto è solo perché sono la solita drammatica indecisa). Raccontare delle code infinite e degli amici incontrati, della torta tenerina e del picnic nei giardini di uno splendido palazzo, della tosse che non va ancora via e di come ho sconfitto l’emicrania con la forza della volontà, delle ore passate seduti fuori ad ascoltare delle voci brillanti, e delle facce degli uomini che ascoltavano accanto a noi. E delle foto, del sole, delle biciclette, di quante volte mi sono innamorata… ops, già detto?

Troverò il tempo e le parole. Prima o poi.

[aggiornamento: intanto ho cominciato con le immagini. Al resto penserò domani, come disse qualcuno]

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