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El mar lo cura todo

Anche se non vado propriamente al mare

Anche se non saranno esattamente giorni di vacanza

Vado in ferie. Ciao

Madrid, estate del 2006, Maura in fuga da una vita che sembra rotolare dalla parte sbagliata, in cerca di motivi per continuare, una casa a Milano – la prima – che aspetta.

E Francisco mi dice “devi andare al mare”, mi spedisce in Andalusia, da sola. Il mare.

Il blocco sul tavolo, la mano veloce che appunta quelle parole. Un sorriso.

Tieni.

(aveva ragione allora, l’ha sempre avuta. Il mare cura ogni cosa. Il mare è follia)

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del perché (uno dei tanti) stasera sarò in piazza Oberdan, alle 21:00

Era il 1999, dieci anni fa, all’Aquila.

Lui era arrivato da poco dalla Spagna, paese che molti di noi ora guardano con invidia, ma in cui allora l’impronta cattolica dell’Opus Dei gravava pesantemente sulle vite delle persone. Il coming out per lui era stato un momento di profonda sofferenza, ma anche di grande e inevitabile maturazione.

Arrivare in Italia, nella piccola provincia montanara e chiusa, aveva significato riazzerare un percorso già lungo, già ricco. Aveva significato guardarsi intorno, aspettare, capire che era il momento di nascondersi.

Fu anche a causa di una società gretta e bigotta come quella italiana, se quella notte di settembre di 10 anni fa, in una piazza che oggi non esiste più, ci ritrovammo a piangere insieme. Lui piangeva la frustrazione del silenzio e il senso di colpa per aver “lasciato” che io mi innamorassi di lui. Io piangevo il mio cuore infranto (e infranto non è un modo di dire) ma anche  il suo dolore, che non potevo curare.

Non lo sapevamo ancora, non del tutto, ma – per usare una citazione tra le più usurate – quello era l’inizio di un’amicizia incredibile.

Stasera sarò in strada alla Prima Fiaccolata LGBT di Milano anche per lui, per la persona che più di chiunque altro mi ha insegnato cosa significano libertà, orgoglio, coraggio, rispetto, poesia.

Buenas salenas cronopio cronopio, churris querido.

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buenas salenas cronopio cronopio

Cuando el sol de Madrid me da en la cara, ojos cerrados, soy de nuevo cronopio. Me gustaria bailar contigo al ritmo de nuestros corazones.

Ecco. Se in piena mattina di lavoro, noiosa e piena di pensieri, ti piomba nel cellulare un messaggio così…che fai?

Dovresti come minimo correre a comprare un biglietto per Madrid mentre ti asciughi la lacrimuccia all’angolo dell’occhio.

Io mi fermo alla lacrimuccia, per il momento. Ma prima o poi a Madrid ci torno.

PS: se non sai che cos’è un cronopio c’è sempre tempo per rimediare.

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