Con tag famiglia

#bruttepersone (senza averlo deciso prima)

31 marzo, Rocca di Cambio, interno giorno. Colazione di Pasqua. Tredici persone a tavola.

Mio cugino introduce una variante inaspettata nel convivio.

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FABIO (a MARCO, 5 anni)

 Adesso diciamo la preghiera, va bene? tu cominci con il Padre Nostro e noi ti veniamo dietro.

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FAMIGLIA

Sì, dài Marco!

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MAURA E FEDERICA

speechless

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MARCO

padre nostro (eccetera…)

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FAMIGLIA

eccetera eccetera…

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MAURA E FEDERICA

[versano il vino]

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MARCO

Amen

*

FAMIGLIA

Amen

*

MAURA E FEDERICA

[si guardano]

Bazinga.

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Funeral x-factor (Se non si ridesse ai funerali, cosa ci andremmo a fare?)

Funeral Party

Pomeriggio di gennaio, chiesa affollatissima, noi nipoti nelle prime file. Il prete investe mia sorella dell’onore dei canti: libretto alla mano, dovrà scegliere i brani e far partire il coro.

Quando arriva il momento (inequivocabile lo sguardo orsù! del prete) lei attacca con il Symbolum, che se non siete pratici è l’equivalente della canzone del sole per i canti di chiesa. Lei tentenna, un vicino la supporta, la folla segue, il prete è contento, le mie orecchie sanguinano.

Il canto finisce, le voci si spengono, il prete riprende a parlare: mio cugino si china e mi sussurra all’orecchio “Per me è un NO”.
Risate. Sipario.

[e per fortuna che non ha scelto Resta con noi, altrimenti nella mia testa sarebbe partita questa e addio: la fine, la vergogna, il diseredo]

[e non mi chiedete perché conosco le canzoni di chiesa. La bambina che cantava la messa è nascosta da qualche parte, lì dentro, e si rifiuta di lasciar spazio a ricordi più degni.]

[se continuiamo così aprirò una nuova categoria sul blog, fatta apposta per i miei comportamenti riprovevoli ai funerali di famiglia]

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Il post della mia prima volta in Sardegna

Nel momento in cui atterravo all’aeoroporto di Alghero, lo scorso 31 luglio, non pensavo tanto alla settimana di mare-svacco-famiglia che mi attendeva, quanto piuttosto al fatto che stavo per togliere l’ultima crocetta dalla tabella “Le Regioni Mai Visitate” creata da quel genio di Adamo qualche settimana prima.
Ebbene sì, ho visitato tutte le regioni d’Italia: alcune a fondo, altre solo per un piccolo soggiorno, ma sono stata in tutte. Perfino in Molise, nonostante si tratti di un noto complotto dei cartografi

[se non sbaglio si trattava della ridente località di Forlì del Sannio che - detto per inciso - fu anche teatro di una simpatica storia di scambi di letti e abbracci clandestini...]

Ma andiamo avanti.

La Sardegna è un’isola preziosa e selvatica. Dura, piena di spigoli, gustosa, generosa. (E poi dicono che le persone non assomigliano alle terre da cui provengono…). Ci sono stati momenti in cui l’ho vista sovrapporsi con la mia, di terra. I sassi e le pecore ci uniscono. I sapori forti, la cucina rude, le terre aspre.

Il mare no, decisamente. Il mare della Sardegna (per la precisione del Golfo dell’Asinara) è il più bello che io abbia visto finora. E voglio rivederlo ancora, ricordo di averlo giurato più o meno al centesimo bicchiere di mirto.

Ho messo piede in Sardegna

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il nostro karma non mi riconosce più

Giovedì scorso ho deciso che domenica sarei andata a Anguillara per non mancare al terzo compleanno di mio nipote Federico, facendo una sopresa a tutti con la complicità di mio cognato.
Andata e ritorno nello stesso giorno, partendo alle sette del mattino e tornando alle undici di sera. Anche se significava trascorrere con i miei appena sei ore, ho voluto farlo, ne valeva la pena.

Il giorno successivo ho riceuto una buona notizia di natura economica, inaspettata. Il biglietto per Roma era stato un piccolo sacrificio, fatto certo di buon grado ma comunque pesante, così questa notizia oltre che positiva era anche decisamente tempestiva.
In un impeto di spiritualismo mi sono detta: “deve essere il karma”. Ho deciso con il cuore senza pensare al conto in banca e ho ricevuto questa “boccata d’ossigeno”. Bene.

Poi arriva domenica e, mentre il mio treno accumula ben 55 minuti di ritardo, mio cognato mi informa che tutta la famiglia è stata colpita da intossicazione alimentare, causa pranzo al ristorante per altro festeggiamento il giorno prima, e che la festa probabilmente sarà annullata.

E allora ho pensato che il mio karma ha bisogno di una revisione. Forse è la convergenza.

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