Archivi tag: Cultura e società

Saudade

I am not the first President to take up this cause, but I am determined to be the last.  (Barack Obama’s speech on healt care)

La  retorica accattivante, ma fiera. Il Congresso (i democratici) che si alza in piedi per applaudire. I repubblicani che mantengono un ostinato – ma almeno rispettoso – silenzio. Il sorriso orgoglioso di Michelle Obama. Le maiuscole che percepisci chiaramente, quando Nancy Pelosi dice “Members of Congress, I have the high privilege and distinct honor to present to you the President of the United States”. La sua calma inattaccabile (min. 22:38).

Formalità eccessiva, mi dico; rispetto solo formale delle istituzioni, noiosa etichetta, cerimoniali privi di significato, mi dico.

Ma allora perché provo questo sentimento che riesco a definire solo come saudade?

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Amici miei

Domenica scorsa hanno avuto una lusinghiera mezza pagina sul Corriere Lombardia. Domenica prossima “nasceranno” ufficialmente.

Io non potrò esserci, ma auguro loro il successo che meritano. Perché lei è una delle più care amiche che ho. Perché La Tana del Bianconiglio è un progetto pensato con il cuore, prima ancora che con la testa. E perché mi fanno credere che ci sono ancora persone che hanno voglia di creare e di costruire.

E perché io li ho linkati qui prima che diventassero famosi!!!

Evviva per La Tana.

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Il 13 febbraio non è solo il mio onomastico

Sono una di quelle che s’illumina di meno per natura, e all’iniziativa di Caterpillar aderisco fin dal primo anno.
Il 13 febbraio 2005 a momenti davo fuoco a casa con le candele della cenetta romantica, aspettando il ritorno del mio (ex) “fidanzato a impatto zero”.
Negli ultimi 3 anni la mia adesione personale si è mescolata a quella professionale ma, ora che ne sono fuori, posso dire che sono contenta di aderire come Maura, e basta. E mantenere quello che prometto.
Ad esempio decidermi a sistemare la ciabatta con l’interruttore per “domare” in un colpo solo gli apparecchi che mi rimangono in stand by, invece di staccare e riattaccare la presa ogni giorno.

Certo, farlo per un giorno è facile. Ma è pur sempre significativo, soprattutto se poi si continua.
Da quando vivo a Milano – senza auto, con pochissimi elettrodomestici e una casa minuscola – il mio “impatto ambientale” è diminuito drasticamente. Ma ho tante cose da fare, ancora:

 
Per ora.

PS: anche se sono affezionata alla Banda Osiris, trovo il nuovo inno molto simpatico.

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Miniere

Ho scoperto da poco Audiodoc.

L’ho studiato, l’ho apprezzato, l’ho inserito nel mio reader. Ma solo oggi sono riuscita a infilare le cuffie e ascoltare davvero qualcosa, l’ultimo audiodocumento inserito.

Si chiama Miniere, racconta l’occupazione della miniera di Montevecchio (1961) attraverso le voci delle donne  – mogli, madri, sorelle – che dalla superficie seguirono e sostennero gli operai durante 17 giorni di asserragliamento.

Sono voci antiche, cadenzate, tremanti per l’età e per la commozione, ma che non hanno perso la determinazione. Raccontano di cestini di pane con biglietti nascosti, di carabinieri davanti agli ingressi, di ansia e paure, di campane a festa nel giorno di pasqua, per una “resurrezione” molto più terrena, molto più importante.

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