Nei giorni di vacanza il glicine è fiorito.

Pomeriggio di gennaio, chiesa affollatissima, noi nipoti nelle prime file. Il prete investe mia sorella dell’onore dei canti: libretto alla mano, dovrà scegliere i brani e far partire il coro.
Quando arriva il momento (inequivocabile lo sguardo orsù! del prete) lei attacca con il Symbolum, che se non siete pratici è l’equivalente della canzone del sole per i canti di chiesa. Lei tentenna, un vicino la supporta, la folla segue, il prete è contento, le mie orecchie sanguinano.
Il canto finisce, le voci si spengono, il prete riprende a parlare: mio cugino si china e mi sussurra all’orecchio “Per me è un NO”.
Risate. Sipario.
[e per fortuna che non ha scelto Resta con noi, altrimenti nella mia testa sarebbe partita questa e addio: la fine, la vergogna, il diseredo]
[e non mi chiedete perché conosco le canzoni di chiesa. La bambina che cantava la messa è nascosta da qualche parte, lì dentro, e si rifiuta di lasciar spazio a ricordi più degni.]
[se continuiamo così aprirò una nuova categoria sul blog, fatta apposta per i miei comportamenti riprovevoli ai funerali di famiglia]
Il mio 2012
best of
worst of
A me non sembra proprio che siamo pari, vita, che dici?
Il mio 2013, so far
best of:
worst of:
No, direi che non siamo pari manco per un cazzo.