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“Dentro ho conservato quel poco che mi hai lasciato”

Stanotte vado a dormire stanca, piena di grigio e di pioggia, ma con un arcobaleno dentro. Stanotte vado a dormire con il sorriso di Fran, i riccioli di Enea, la pizza di Marvin e gli abbracci dei miei amici.
Mi metto sotto le coperte e insieme a me ci sono Fabiana, Clara, Francesca, Andrea, Federica, Alessandro, Alessia, Simona, Piergiorgio, Massimo e non so più quanti altri. E poi le montagne e le macerie, il vino e le grate, le fiaccole e il vento, i portici e le finestre, che non si aprono più. Da quattro anni.

post scriptum

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“Per tutto questo tempo, ogni giorno”. (Post scriptum, L’Aquila, un video)

Ragazzo,
è passato tanto tempo dall’ultima volta e sono felice che tu abbia trovato questa mia lettera.
Ti parlo come fossi tua madre. Ti trovo cambiato, distante, ma è giusto così.
Sono cambiata anche io e, ultimamente, sono un po’ giù. Ma non spaventarti, mi passerà. In fondo ho la pelle dura, lo sai. E questo silenzio comincia quasi a piacermi.

Tu, piuttosto, come stai? è bello rivederti.

Una cosa importante ci tenevo a dirtela: per tutto questo tempo, ogni giorno, ho combattuto la ruggine anche per te.

Che pazienza che hai ad ascoltare le parole patetiche di questa vecchia che dovrebbe consolare te.
Mi fai tenerezza. Se ti vedessi da fuori, con quella giacca… travestito da duro. Cosa pretendevi, cosa speravi di trovare?

Dentro ho conservato quel poco che mi hai lasciato. Lo rivuoi indietro? Lo rivuoi?

Ascoltami.

Perdonami, se ho usato troppe parole per non dire niente. Ma raccontarti quello che mi è successo è difficile. Forse è impossibile.

Post scriptum: è umano fare l’errore di credere che qualcosa possa essere immortale.

Questi ragazzi hanno realizzato un racconto straordinario. Grazie.

E come sempre, grazie a Massimo

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my own personal “Treme Explained”

Minuto 6:10 circa

Ancora prima della sigla, ero già in giro per casa a ballare. Whoo.

rebirth brass band

*

Minuto 14:25

drop you where exactly, daddy?

Sul divano mi sono stretta nella copertina e ho capito dove andava a finire, per me.

Poi intorno al minuto 16:00 è arrivato John Goodman e sì, andava a finire proprio lì. Ci sarebbe stato proprio bene un big John, tra le carriole e le chiavi appese alle grate.

*

Minuto 20:39

Ho visto l’espressione di mio padre quando è entrato in casa, la mattina del 6 aprile 2009. E subito dopo, quel gesto lì, quella sono io.

coming back home

*

Minuto 31:51

What do people in this town crave now?

Una risposta che conosciamo

good food, companionship, community

*

[Una ancora e poi smetto]

Minuto 32:19

How’s your house?

Sappiamo anche questa…

 how's your house?

*

***

Ieri ho guardato la prima puntata di Treme. L’ho trovata bellissima.

E stanotte ho sognato di seguire ballando una marching brass band per le vie del centro dell’Aquila.

Abbattetemi in fretta :)

Note:

  • Il pilot di Treme è stato girato tra marzo e aprile del 2009.
  • So che questa assurda sensazione di riconoscimento passerà. E allora mi piacerà ancora di più.
  • Qui ci sono approfondimenti su ogni riferimento culturale, sociale, storico, ecc delle puntate di Treme.
  • Lester, it’s good to see you :)
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upon a falling star

Nel 2003 ho lasciato L’Aquila per andare a vivere a Crema. Felice e innamorata, ero sicura di avere di fronte l’inizio di una nuova fase della mia vita: una fase bella e, possibilmente, duratura. Avevo fatto progetti, insomma.

Qualche giorno prima della partenza, ricevetti queste in regalo da Carlo. Carlo è un mio amico: o meglio, è un caro amico della mia più cara amica e io al tempo lo conoscevo appena. Lo conoscevo dalle parole di Fabiana, dai suoi racconti, da qualche breve incontro in compagnia.

Le stelline erano dentro un vaso, se ricordo bene: una di quelle decorazioni che si trovano in tante case (sebbene una casa come quella di Carlo non sia cosa facile da trovare altrove). Lui ne prese una manciata e me la diede, con un abbraccio e l’augurio che tutti i miei sogni si avverassero. Un gesto così spontaneo e delizioso che quasi mi misi a piangere.


La mia vita poi è andata in modi che mai avrei immaginato. Molte delle cose che allora desideravo adesso non le vorrei per niente al mondo; tante cose che sono successe mi hanno fatta soffrire, ma mi hanno resa la persona che sono ora: più forte, più serena, più “dritta”, come dice auro. Le stelline sono rimaste con me, da Crema a Milano, di casa in casa. Oggi ho deciso che era ora di lasciarle andare: ho altri sogni e altri futuri in mente e non voglio appenderli a nessuna stella.

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